Come Riparare il Parquet

Prima di comprare il parquet è necessario conoscere le caratteristiche che lo contraddistinguono e sapere riconoscere il vero parquet da quello falso. Infatti il vero parquet ha uno strato superficiale di legno di almeno 2,5 mm.

Posa parquet

Per poter creare un parquet a regola d’arte l’addetto ai lavori dovrà constatare alcune temperature: la temperatura ambientale dovrà essere tra i 46% e i 60% mentre quella normale non inferiore ai 10%. In caso di pavimenti riscaldanti la temperatura massima del piano di posa dovrà essere 27%-28%. Bisogna anche prestare attenzione agli imballi: devono essere integri e conservati in luogo asciutto.

Usura e riparazione

Il parquet dopo qualche anno comincia a mostrare i primi segni di usura magari in “zone più trafficate” (solitamente al centro delle stanze). Se l’usura interessa solo una piccola parte di superficie la si può sostituire con poca differenza di colore tra le vecchie e le nuove liste. Sarà il sole, che in pochi mesi uniformerà le nuove liste poste al resto della pavimentazione. Il danno da usura non dipende dal posatore o dal rivenditore comunque nelle riparazioni ci si rivolge direttamente al posatore. In base al tipo di intervento da effettuare e quindi al numero di listoni o tavolette da sosotuire il costo può variare da 50 a 100 euro. Se la parte danneggiata è molto estesa, conviene cambiare tutto il rivestimento. Un ultima nota: se un pavimento ha 80-100 anni, la sostituzione con lo stesso materiale a causa del tempo trascorso non avrà mai un risultato omogeneo: la differenza tra nuovo e vecchio si vedrà sempre.

Difetti di fabbricazione

Comunque non si possono escludere casi di difetti di fabbricazione, ma questi si differenziano subito dai danni provocati dall’usura. Un difetto di fabbricazione, per esempio, può essere legato al processo di essiccazione, oppure di posa e ciò si capisce nel giro di una settimana. In questo caso bisogna rivolgersi direttamente all’azienda.

Il problema delle fessure

La formazione di fessure è dovuto ad alcuni essenziali fattori:
– il tipo di parquet posato
– la presenza di incastri
– il microclima del locale.
Prima di tutto bisogna sapere che gli spessori standard dei listoni vanno da 10 a 14 e 22 mm, con o senza incastri. Sicuramente i parquet prefiniti reggono meglio alle variazioni di umidità, al calore estivo o a quello indotto dal riscaldamento, soprattutto quello a pavimento. Ad incidere inoltre è il metodo di posa con cui è stato fissato. Infatti, ad esempio, il parquet posato ad incastro è meno problematico, in quanto le liste rimangono unite e il pavimento è più flessibile rispetto alle variazione a cui abbiamo accennato precedentemente.

Parquet usurato e macchiato

Bisogna sapere che il parquet se non è prefinito(cioè non ha bisogno di opera di finitura) richiede la lamatura e successiva finitura, la verniciatura appunto. La verniciatura deve essere effettuata con molta cura assicurandosi che non ci sia polvere. In base al tipo di vernice utilizzata il parquet avrà un aspetto lucido, semilucido o opaco. Di solito, per un risultato migliore e duraturo nel tempo vengono stese tre mani, con dovuto intervallo di tempo per l’asciugatura tra una mano e l’altra. Tuttavia bisogna tener presente che la vernice dopo 15, 20 o 30 anni può via via assottigliarsi fino a consumarsi. Se si consuma c’è il rischio che il parquet si macchi in profondità. In base all’estensione del danno si può intervenire sostituendo tutte o parte delle tavolette. Per rimediare a usura si interviene con la lamatura che deve essere applicata con criterio in base allo spessore della tavoletta: se l’usura supera il 50-60 per cento il lavoro non conviene. La lamatura, in caso di un ampio danno da usura è preferibile che venga effettuata su tutto il pavimento per evitare di vedere la differenza. Tuttavia se l’intervento riguarda una o poche tavolette si possono togliere e lamare a parte e poi rifinire a stucco. Per il pavimento prefinito e tradizionale, non verniciato, se l’intervento è di ridotte dimensioni si può tranquillamente sostituire l’elemento danneggiato mentre in caso contrario si è costretti a lamare tutta la pavimentazione per l’ottenimento di un effetto omogeneo. I prodotti da 10,14,17 e 22 mm di spessore possono essere lamatì più volte nel tempo: occorre però valutare bene il tipo di supporto delle tavolette ovvero se queste sono in abete, betulla, se si tratta di prodotti di legno trattato a due strati a fibre incrociate, ecc. Quello più scadente può essere soggetto da una a tre lamature nel tempo.

Parquet scheggiato o ammaccato

Se la tavoletta viene scheggiata o ammaccata si può cercare di recuperarla fino a quando lo spessore della tavoletta è di 3-4 mm. In questo caso si procede riempiendo il buco con uno stucco a base di silicone acrilico. Poi, per ridurre al minimo il difetto dovuto al ritocco di una tavoletta danneggiata, dopo la stuccatura si può riverniciare l’intero pezzo: in questo modo si dovrebbe attenuare la differenza visibile del 95 per cento.

Sostituzione di uno o più listelli

Molte volte è possibile notare brutte deformazioni del parquet causate dall’umidità e dal calore. Stiamo parlando del distacco delle tavolette dalla superficie. Per incollare l’elemento staccato bisogna rimuovere anche quello adiacente, in modo da riempire il sottofondo di colla e posare tutto nuovamente al suo posto. Se le tavolette staccate sono più di una e disperse si interviene in egual modo, effettuando un rappezzo più esteso sulla pavimentazione.

Protezione dai tarli

La protezione delle tavolette di parquet dai tarli è già garantita dall’azienda produttrice in quanto sul parquet vengono effettuati dei trattamenti antitarlo già dalla sua fabbricazione. Ecco perchè in caso di presenza di tarli per la riparazione interviene direttamente l’azienda produttrice su denuncia del proprietario. I tarli dunque, se compaiono entro 2-3 mesi dalla posa, possono essere dovuti a cause esterne, come ad esempio la presenza in casa di mobili. Lo stesso accade per pavimento di legno antichi: il deposito di sporco e polvere può favorire l’insediamento degli insetti. Se le tavolette sono incollate, i tarli non si formano perché non possono annidarsi. Anche se le possibilità di ricomparsa dei tarli sono possibili in caso di formazione di gallerie profonde, per rimediare è possibile effettuare una lamatura di 2-2,5 mm e poi stuccare.

Manutenzione del parquet – Segreti di bellezza

Per la manutenzione del parquet si utilizzano prodotti protettivi specifici che sono utili per proteggere lo strato superficiale verniciato, ma possono poco contro la formazione di differenze evidenti fra le zone più calpestate e quelle più preservate all’usura. Tuttavia se si usano prodotti protettivi adeguati, le vernici possono durare da un minimo di 15-20 anni fino a 50. Diffidate dai prodotti a base di saponi o cere, rendono sì, il parquet lucido ma facilitano il deposito di polvere rischiando di aumentare l’usura. Inoltre sono controproducenti perché non penetrano e lasciano il parquet unto. Ecco perchè si consiglia l’acquisto di prodotti realizzati appositamente per i parquet. Essi svolgono la loro azione protettiva proprio perchè contengono sostanze sempre a base di cera ma che seccano e vetrificano, formando una patina sulla superficie che riempie le piccole striature senza lasciare il classico effetto bagnato.

Per chi preferisce i prodotti presenti in casa, consigliamo di leggere questa guida su come pulire il parquet pubblicata su questo blog in cui sono presenti alcuni consigli che possono essere utili.